Proseguiamo con la storia dei mesi, con lo stesso intento che avevamo all’inizio: cercare di ricostruire quel ciclo naturale e ripetitivo che, prima degli sconvolgimenti climatici ed economici, segnava il tempo delle persone, rendendole partecipi dell’infinito svolgersi dei mesi, delle stagioni e degli anni, di un unico Universo.

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Una rappresentazione artistica del mese di maggio de Freres Linbourgh

Maggio, dunque, siamo quasi a metà dell’anno. È un bel mese maggio, gentile, discreto, ed è un tempo tutto al femminile: è infatti dedicato a Maria, la mamma di Gesù, e molte tradizioni prescrivono di recitare il rosario ogni sera, fino alla solenne chiusura del 31. Quando ero bambina l’evento era una festa: poter uscire la sera, vedere la cappelletta illuminata di ceri, i volti delle donne fissi sull’immagine della Madonna; guidate da una di loro, recitavano l’intero rosario, donando le loro preoccupazioni, le loro gioie, e fors’anche i loro peccati alla personificazione dell’amore e al simbolo dell’accettazione totale. Non capivo molto, posso vederlo oggi, a ritroso, ma ne restavo comunque affascinata. Un altro ricordo mi torna alla mente, esemplare del mio cuore ribelle, anche quando non ne ero ancora consapevole. Durante la Messa si recita: “… perdonami Signore dai miei peccati, e io sarò salvato”. A me quel maschile dava fastidio, e da allora ho sempre detto “salvata”.

Il rosario

Il rosario, parola proveniente dal latino rosārium, “rosaio”, a partire dal XIII secolo acquisì il significato religioso: una serie di preghiere che formano come una “corona”, termine che in latino indicava una ghirlanda di rose. Il rito del rosario può iniziare in qualunque momento della giornata e in qualunque luogo, è un atto di devozione verso la Vergine Maria, e anche di contemplazione dei misteri religiosi.

una rosa rossa

La rosa rossa simbolo d’amore

Durante il medioevo, la gente preparava delle corone di rose che poi metteva sulla statua della Madonna: le rose simboleggiavano le preghiere per Maria. In seguito, si pensò di creare una collana di grani per guidare la preghiera e la collana fu chiamata rosario, eco terreno delle rose mistiche offerte alla Madonna.

La recita del Rosario prevede 15 misteri, cioè episodi significativi della vita di Gesù e di Maria, raggruppati in corone. In ogni corona si medita su cinque misteri e si recitano 50 Ave Maria divise in gruppi di dieci, le decine. Papa Woytila ha aggiunto i cinque misteri luminosi, dunque si hanno in tutto 20 misteri: oltre a quelli del papa, i misteri gaudiosi, i misteri dolorosi, i misteri gloriosi. Il fatto che il Rosario contempli 150 Ave Maria ha stabilito un’analogia con i salmi del Salterio. Il rito prevede che si recitino le preghiere tenendo la conta con i grani del rosario, che possono anche essere fatti di pietre preziose, come quelle della Prioressa nei Canterbury Tales di Geoffrey Chaucer.

 

 

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Unitamente al rosario, la tradizione popolare praticava i “fioretti”: delle rinunce individuali, particolarmente difficili, per esempio non mangiare dolci, non essere sgarbato, e così via, e il sacrifico veniva donato alla Madonna.

Benedetto da Milano

Benedetto da Milano

La rosa

Passeggiare e guardarsi attorno nel mese di maggio è un’esperienza straordinaria. Rose di tutti i tipi e di tutti i colori sono sbocciate e fanno eccelsa mostra di sé nei vasi, nei giardini, e l’aria ha un aroma delicato ma allo stesso tempo penetrante. La rosa è il simbolo della Vergine, oltre che ricordare il Santo Graal per la sua forma, e simboleggiare la forza dell’amore con il colore rosso. La Candida Rosa nella Divina Commedia accoglie le anime dei Santi e al centro risiede la Madonna che illumina tutti con la sua luce. I rosoni delle chiese gotiche richiamano l’armonia platonica delle sfere celesti, e non si possono dimenticare i Rosacroce, uno dei gruppi esoterici più importanti nella storia del pensiero.

La rosa in letteratura

Nella serie di romanzi delle Cronache del ghiaccio e del fuoco (A Song of Ice and Fire dell’ormai famoso George R. R. Martin e fonte del famosissimo serial “Game of Thrones” televisivo. una rosa dorata è usata come simbolo della famiglia di Casa Tyrell, una delle otto casate nobiliari della saga.

Il romanzo della rosa, Il ciclo della rosa comprende tre famosi romanzi di D’annunzio, e William Blake nelle Songs of Experience scrive the “Sick Rose”.

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Maggio nella storia

Maggio è l’ultimo mese di primavera, e l’estate dà il suo annuncio il 21, quando lo zodiaco lascia il Toro per lasciare entrare i Gemelli. Nell’antica Roma si festeggiava la Madre, dea dell’abbondanza dei frutti della terra.

Maggio è celebrato da molti poeti come Pascoli, Carducci, Tagore, Caproni, ma anche nelle canzoni: De André, Carboni, Concato, Guccini.

Non mancano neppure i compleanni di grandi scrittori: Giovanni Guareschi, il papà di Peppone e Don Camillo; Novalis, splendido poeta romantico tedesco, ogni volta che penso a lui vedo un cielo blu puntinato di stelle, la sua opera più nota è Inno alla notte. Jerome K. Jerome, l’autore dello spassoso racconto Tre uomini in barca (Three Men in a Boat); il grande e apprezzato poeta-filosofo bengalese Rabindranath Tagore, il genitore di Peter Pan, James Matthew Barrie, Michajl Bulgakov, creatore di quel fantastico romanzo che è Il Maestro e Margherita (Master i Margarita), Honoré de Balzac, creatore della serie di romanzi noti come Comedie Humaine. Un altro poeta, eccelso, dalla voce potente, Walt Whitman, americano.

Per me maggio è un po’ un mese di attesa. Ho passato tutta la mia vita a scuola, prima da una parte e poi dall’altra della cattedra; quindi, in questo frenetico periodo eravamo tutti in attesa del giudizio finale. In attesa che scoppi l’estate, che arrivi giugno, il mio mese, quando sono nata, e che sento profondamente mio, così come vivo di sole e, quando posso, dei suoni del mare. Come segno d’aria, spesso sogno di volare sulle distese d’acqua, ma forse sono solo stata influenzata dai quadri di Chagall.

Chagall, Volo sulla città

Chagall, Volo sulla città

Maggio è un mese odoroso, profumato, ricco di colori e di bellezza. Si è circondati da rose meravigliose che ci rammentano continuamente che c’è una donna a intercedere per noi presso i potenti del cielo. Una donna che ha avuto il coraggio di abbracciare il suo destino, pur sapendo il dolore che le avrebbe causato.

Io credo che in fondo tutti noi possiamo presagire dove una certa scelta ci porterà, solo che mettiamo tutto a tacere. Più volte mi sono sentita Cassandra (qui puoi leggere il racconto), mi capita di vedere confusamente cose che accadranno, non so quando, magari anche a distanza di decine di anni. Eppure, quando incontro queste “previsioni”, guardo stupefatta e piena di riconoscenza, perché erano lì, che mi aspettavano.

Per me la vita è un po’ magica, e con la scrittura spero di regalarne una parte a tante persone.