Un mese frizzante, portatore di cambiamento. Aspettando primavera.

ramo fiorito di ciliegio

Il ciliegio in fiore: simbolo effimero della primavera

Marzo… il terzo mese dell’anno, il primo nel calendario romano fino all’entrata in vigore del calendario Giuliano.

Calendari e suddivisione del tempo

Il calendario Giuliano fu elaborato dall’astronomo Sosigene di Alessandria e promulgato da Giulio Cesare nel 46 a. C., da cui prese il nome. A Giulio Cesare toccò un triste destino: alle Idi di marzo nel 44 a. C. fu assassinato da un gruppo di senatori, tra i quali c’era anche suo figlio adottivo Marco Giunio Bruto. Il calendario romano era suddiviso in Calende (da clamare: annunciare) che era il primo giorno; le None, il nono giorno a partire dalle calende e infine le Idi che cadevano il 13 o il 15 mese. Il detto “alle calende greche” significa “mai“, perché nel calendario greco antico le calende non esistevano!

il calendario gregoriano

Il calendario Gregoriano

Il calendario Giuliano è un calendario solare, costituito dal 365 giorni, che divenne calendario ufficiale di Roma e nei secoli seguenti si diffuse in Europa e in America; rimase in uso fino al XVI secolo. Nel 1582 venne sostituito dal calendario Gregoriano, dal nome del papa che se ne incaricò, Gregorio XIII. Il Gregoriano è il nostro calendario, sebbene sussistano ancora differenze tra i vari Stati nel calcolare i mesi e le stagioni. Per esempio, nelle chiese Ortodosse russe Natale cade il 6 gennaio.

Nel 321 d. C. l’imperatore Costantino introdusse la settimana di sette giorni. Queste sono le denominazioni originali dei giorni:

Domini dies, il giorno del Signore (dominus in latino), in seguito modificato in Dominica.

Lunae dies, giorno dedicato alla Luna.

Martis dies, dedicato al dio Marte.

Mercurii dies, dedicato al dio Mercurio.

Iovis dies, dedicato al dio Giove.

Veneris dies, dedicato alla dea Venere.

Saturni dies, dedicato al dio Saturno. La lingua inglese riprende esattamente il latino: Saturn day contratto in Saturday. Sabato invece deriva dall’ebraico shabbat, giorno sacro di astensione da qualsiasi attività. Costantino decretò che il giorno festivo fosse la domenica, non più il sabato. Nel Regno Unito, USA, Canada, Australia la settimana inizia di domenica, anziché di lunedì, come di norma nel mondo.

Martius, dio della guerra e dei raccolti

Mosaico del mese di marzo

Il mosaico del mese di marzo nella Cattedrale di Aosta.

Marzo deriva da Martius, il dio della guerra. Al dio si affidava la buona riuscita del raccolto e marzo era il tempo della ripresa dei lavori agricoli, come la potatura degli alberi. Nella raffigurazione, però, si vede bene che l’inverno non è proprio finito, resiste ancora tenace e per stare all’esterno bisogna coprirsi bene! Il clima di marzo, nonostante i cambiamenti dovuti all’inquinamento, è rimasto bizzarro, tra sole, vento e pioggia:

Marzo pazzerello, se c’è il sole, porta l’ombrello!

Marzo asciutto, aprile bagnato, beato il contadino che ha seminato.

Marzo pazzerello

Marzo pazzerello: pioggia, sole, non si sa mai come vestirsi!

La primavera, annunciatrice di cambiamento

Mese di semina che promette nuova vita, promuove il cambiamento, la rinascita, annunciata dai primi germogli delle piante, dalle primule che sbucano allegre nel terreno, dalle violette, più timide che dipingono i prati di viola. Nell’aria e dentro di noi si sente una certa inquietudine, un’insoddisfazione generale, si ha voglia di stare fuori al sole, godendoselo come lucertole. È la primavera che annuncia il suo arrivo, in modo dapprima silenzioso, poi prorompente, scombussolando la natura e gli esseri viventi.

In cerca di purificazione: i pellegrini di Geoffrey Chaucer

In un famoso poema inglese del XIV-XV secolo, i Canterbury Tales, di Geoffrey Chaucer, alcuni pellegrini devono recarsi al tempio di Saint Thomas Becket a Canterbury per purificarsi dai peccati e, come di consuetudine, partono di primavera.

Così recita il poetico incipit dei Canterbury Tales, che celebra l’arrivo della primavera:

General Prologue

When April’s gentle rains have pierced the drought

Of March right to the root, and bathed each sprout

Through every vein with liquid of such power

It brings forth the engendering of the flower;

When Zephyrus too with his sweet breath has blown             5

Through every field and forest, urging on

The tender shoots, and there’s a youthful sun,

His second half course through the Ram now run,

And little birds are making melody

And sleep all night, eyes open as can be                     10

(So Nature pricks them in each little heart),

On pilgrimage then folks desire to start.

(da General Prologue (fsu.edu))

Prologo

Quando ad aprile cadono le dolci piogge

e trafiggono la siccità di marzo fino alla radice, ed ogni
vena è bagnata nel liquore di tanta potenza
che porta i fiori alla vita,
quando anche Zeffiro con il suo respiro dolce
Espira un’aria in ogni boschetto e brughiera
sui teneri germogli, e il giovane sole
ha passato la sua metà del cammino in Ariete,
ed i piccoli uccelli stan facendo melodia
che dormon via la notte con l’occhio aperto
(così la natura li punge nei loro cuori occupati)
pertanto la gente parte lontano in pellegrinaggio,
e coloro che desiderano ardentemente cercare i fili degli estranei,
di santi lontani, santificati in terre diverse,
e soprattutto, da ogni fine di contea,
in Inghilterra, scendono a Canterbury
per cercare il santo benedetto martire, che rapido.
prestò loro il suo aiuto quando eran malati.
e quindi inizierò da un cavaliere.

In Bibliofilia compulsiva-accumulatrice  trovate approfondimenti sui Canterbury Tales e Geoffrey Chaucer. Cliccate sul link..

(da https://infonotizia.it/canterbury-tales-traduzione-in-italiano)

Pasolini che recita nei Racconti di Canterbury                                                                                      Il regista e scrittore Pier Paolo Pasolini che recita nei Racconti di Canterbury

La donna di Bath

 

 

 

 

 

 

 

La locandina del film di Pasolini che rappresenta  “La donna di  Bath” (“The Wife of Bath”)

L’agitazione che proviamo talvolta preoccupa, diventiamo ansiosi, nervosi, scattiamo per un nonnulla. L’antica sapienza invece insegna ad accettare questo turbamento per quello che è, la forza rigeneratrice, il segnale dell’interdipendenza tra la macro cosmo (l’universo) e il micro (l’uomo) cosmo. Non c’è come la primavera capace di farci sentire tutt’uno con il grande mistero del mondo, partecipi delle sue meraviglie.

Micro e macro cosmo

Micro e macro cosmo

Marzo e le donne
La mimosa, simbolo di forza e femminilità

La mimosa, simbolo di forza e femminilità

Marzo è un mese effervescente. Anzitutto proprio agli inizi, l’8 per la precisione, si festeggia il giorno della donna. Ci vollero parecchie, accese discussioni per arrivare a questo. Fu il partito socialista americano a proporre di dedicare un giorno alle donne. La data variò parecchio fino al 1921 quando si stabilì l’8 marzo.

Suffragette

Le suffragette in lotta per il diritto di voto

Questa giornata può essere più o meno festaiola, culturale, di genere, resta comunque un punto fermo della cultura mondiale. Le donne nella storia, grazie alla loro resilienza e forza, hanno ottenuto molte vittorie, ma delle sacche retrograde resistono in regioni, Stati, nuclei familiari anche oggi. L’8 marzo da qualche anno è collegato simbolicamente alla giornata Contro la violenza sulle donne, che cade il 25 novembre, simboleggiato da una scarpa rossa (leggete il mio post:  Voglio ribadire che esistono diversi tipi di violenza, la più subdola spesso è invisibile: quella psicologica di manipolazione, sottomissione, svalutazione, colpevolizzazione della donna. Ricordiamoci sempre che anche se abbiamo questa giornata tutta per noi, l’essere donna tra le donne e gli uomini è un compito quotidiano, che dura tutta la vita, e al quale non dobbiamo rinunciare mai.

Grazie anche a molte donne determinate e coraggiose abbiamo ottenuto il divorzio, l’aborto, il diritto di voto, per citare solo le conquiste più grandi. Immaginiamo che ancora all’inizio del 1800 le donne per sopravvivere dovevano trovarsi un marito che le mantenesse, o che in caso di separazione alla moglie di legge non spettava niente, oppure che nel periodo della Controriforma la maggior parte di persone bruciate sul rogo erano femmine, le streghe, o ancora che era loro proibito studiare.

Lo sapevate che Shakespeare aveva una sorella? Su Bibliofilia compulsiva-accumulatrice trovate lo scoop!

A proposito di questo, in Afghanistan i Talebani hanno chiuso le scuole alle donne. Ora, dopo le proteste delle donne, le riapriranno solo dopo che saranno ispezionate per vedere se rispettano i dettami dell’Islam (leggete New York Times”, 24/03/2022) Oggi l’educazione scolastica, la letteratura, il cinema tengono conto della parità di genere, perché il messaggio si diffonda capillarmente. Resta comunque su ciascuna di noi donne la responsabilità di tenere viva la fiamma della ricerca di sé e dell’autodeterminazione. Siamo coscienti della nostra situazione, e possiamo confrontarla con quella passata, La moglie di Einstein, Mileva Maric, brillante fisica, fu sempre tenuta in ombra dal famoso marito, il quale, si dice, usò molte sue scoperte. O Suor Celeste, monaca di clausura, figlia di Galileo, che con le sue lettere aiutò e confortò il padre nel periodo più difficile dell’abiura e lo guidò a ritrovare l’armonia tra i principi scientifici e la fede. Esistono anche nomi meno noti, come Santa Ildegarda di Bingen, che fu una mistica e una sapiente erborista, oggi riscoperta dalla medicina per i suoi studi sulle piante officinali. Santa Teresa del Bambin Gesù, la Colomba, per la sua mitezza, contrapposta all’Aquila, Santa Teresa d’Avila, che è diventata dottore della Chiesa. Nel 1700-1800 in Inghilterra le donne scrittrici o pubblicavano letteratura popolare come Ann Radcliffe, regina del gotico, o usavano pseudonimi.

Santa Ildegarda di Bingen

Santa Ildegarda di Bingen

 

Bibliofilia compulsiva-accumulatrice: libri per conoscere la storia delle donne. 

 Marzo e le sue ricorrenze

Proseguendo lungo il calendario, ci fermiamo al 19 per festeggiare i papà, così importanti nella vita di tutti, qualsiasi sia il rapporto che s’instaura con i figli e le figlie. Un libro straordinario su un papà veramente originale è Papà Goriot (Pere Goriot), di Honoré de Balzac. Altro appuntamento di marzo è il cambio dall’ora solare all’ora legale: le giornate si allungano e già sussurrano all’orecchio “estate, estate”!

Marzo nell’arte

Alla primavera si sono ispirati grandi artisti: tra i tanti, i pittori Sandro Botticelli e Vincent Van Gogh; il musicista Antonio Vivaldi con le “Quattro stagioni”.

Rimanendo nel campo artistico, il segno dei Pesci che domina fino al 20 marzo, è un segno d’acqua, mobile, curioso, originale, capace di starsene tra le nuvole, libero da ogni preoccupazione terrena. Sarà per questo che moltissimi scrittori importanti sono nati a marzo.

Cominciamo con Alessandro Manzoni (Milano, 07/03/1785 – 22/06/1875), autore de I promessi sposi, capolavoro della nostra letteratura, oltre a tragedie e poesie: Adelchi, “Il 5 maggio” sono assai famosi.

Proseguiamo con uno scrittore controverso e dibattuto Pier Paolo Pasolini (nasce a Bologna il 05/03/1922 e muore a Roma, ammazzato, il 02/11/1975). Pasolini era omosessuale, condizione che allora era molto difficile vivere liberamente, sotto il regime fascista si veniva incarcerati. Oscar Wilde fu condannato ai lavori forzati e solo recentemente si è permesso di portare la sua salma in patria, dal Père-Lachaise a Parigi dov’era sepolta.

Anche la storia dei LGBTQIA deve essere conosciuta per dare maggiore profondità e consapevolezza ai movimenti letterari, educativi, sociali che se ne stanno occupando. L’acronimo significa: lesbiche, gay, bisessuale, transgender, queer, intersessuale, asessuale. “Queer” sono gli stravaganti, che non vogliono etichettare la loro sessualità; l’intersessuale, quegli individui che non rientrano nelle categorie predefinite di “maschio” e “femmina” per la peculiarità dei loro aspetti sessuali primari e secondari. Secondo la definizione dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani: le persone intersessuali hanno un corpo “che non corrisponde alla definizione tipica dei corpi maschili o femminili”. Gli asessuali sono indifferenti ai richiami del sesso.

Continuiamo la lista con due nostri grandi poeti: Umberto Saba nato a Trieste il 09/03/1883 e morto a Gorizia il 25/08/1957, e Gabriele D’Annunzio, nato a Pescara il 12/03/1863 e morto nella sua casa mausoleo, il Vittoriale, a Gardone Riviera il 25/08/1938. Vorrei a proposito citare un episodio legato alla mia vita da liceale: quando lessi “La pioggia nel pineto” per la prima volta ebbi una sensazione molto forte, come se fossi nel pineto, sotto la pioggia. Piansi a dirotto tutte e tre le volte che la rilessi, non riuscendo a rinunciare a quello stato d’animo così estatico. Un’altra nostra immensa poetessa, Alda Merini, il cui vero nome era Alda Giuseppina Angela Merini, è nata Milano il 21/03/1931, e morta sempre a Milano 1/11/2009.

Su Bibliofilia compulsiva accumulatrice La pioggia nel pineto letta da Vittorio Gassman.

Philip Roth, statunitense, nato a Newark il 19/03/1933 e morto a New York il 22/05/2018, è tra gli scrittori più premiati, e il maggiore scrittore ebreo di lingua inglese. Nei suoi libri “la questione ebraica”, ossia cosa significa essere ebrei oggi negli USA è il tema principale.

Infine, Christa Wolf, tedesca, nata a Landsberg an der Warthe il 18 marzo 1929 e morta a Berlino il 1º dicembre 2011. La ricordo perché il suo romanzo Cassandra mi è restato nel cuore: lo scandaglio dell’anima di questa tragica principessa che riesce a fare la Wolf, ce la restituisce in carne e ossa e ci permette di immedesimarci. D’impulso scrissi anche la mia interpretazione della dolce e sfortunata Cassandra.

Bibliofilia compulsiva accumulatrice potete scaricare il racconto.

 Io e il mese di marzo

In questo mese comincio a sentirmi meglio, già, non sono solo meteo patica, ma anch’io cambio stagione nell’anima e nello spirito, come un tubero. A marzo le giornate cominciano ad allungarsi, c’è più sole, la natura cambia colore, e diventa verde e colorata, il respiro mi si fa più pieno, rotondo, le giornate con il sorriso finalmente pareggiano quelle con il broncio, per poi sbilanciarsi e conquistare la maggioranza assoluta nei mesi a venire. Il 21 infatti è l’equinozio di primavera, il giorno e la notte hanno la stessa durata. Per le credenze antiche il cambio stagione è sempre favorevole ai riti propiziatori. Per quello che riguarda me, esprimo la primavera con delle baraonde: devo cambiare qualcosa, assolutamente!  Dalle tende, al colore dell’ombretto, o addirittura i comportamenti, la gestione dei sentimenti, e via di questo passo. In questo mese poi festeggio ogni giorno la nuova vita, perché a marzo è nato mio figlio, un Pesce. Dal 20 marzo si entra nel segno dell’ariete, segno di fuoco. Ho anche l’ariete in famiglia, mio marito!

A marzo starei sdraiata al sole tutto il giorno, e penso spesso a un romanzo che ho amato profondamente: La montagna incantata di Thomas Mann, dove Joachim Ziemssen passa lunghe giornate a Devos, sdraiato al sole delle Alpi svizzere per curarsi dalla tisi. Anch’io mi curo con il sole, curo l’anima che ha voglia di togliersi tutto ciò che è diventato vecchio, di scaldarsi e di godersi la natura.

A marzo succede una cosa particolare, la creatività si espande, tanto da non riuscire a starle dietro. E il mio modo per correre con le stelle nel cielo, per sentirmi libera, per abbandonare i pesi terreni e affidarmi allo spirito dell’universo, al vento dell’ispirazione.

Passaporta

Lo scacciapensieri

 

 

Per il significato dei venti ho trovato questo simpatico blog:

La Passaporta Blog ⋆ Sii la tua Leggenda.

 Here you can read the English version of this post:

The Tale of the Months: March. March: the third month of the year, the… | by Anna Ferrari | Apr, 2022 | Medium

Questi i link agli altri mesi:

gennaio

febbraio

marzo

aprile

maggio

giugno

luglio

agosto

settembre

ottobre

novembre

dicembre

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Febbraio è il secondo mese dell’anno, che è ancora giovane, e qualcosa ci ha già mostrato, molto ci lascia da scoprire. Per alcuni la partenza è sprint, per altri da slow mozioni. Troppo presto per farsi un’opinione. Meglio stare a vedere.

Carnevale

A febbraio non si può non parlare di Carnevale. In Italia celebriamo due tipi di Carnevale: quello del rito Ambrosiano e quello del rito romano. A Milano e provincia (tranne Monza) l’ultimo giorno del Carnevale è sabato, nel resto d’Italia il martedì.

Questa festa si celebra in tutti i paesi di tradizione Cristiana, soprattutto quelli Cattolici. È una festa mobile, che in Italia cade sei settimane prima di Pasqua, la cui data è mobile anch’essa.

Sul perché il Carnevale di Milano sia più lungo ci sono molte versioni. Quella che mi piace di più racconta che Ambrogio, il vescovo della città, amava divertirsi, e quindi allungò di sua volontà i festeggiamenti carnascialeschi.

Quest’anno si comincia il 24 febbraio, Giovedì Grasso, il Martedì Grasso è il 1° marzo, mentre a Milano il Giovedì Grasso sarà il 3 marzo, e i festeggiamenti dureranno fino a sabato 5 marzo.

Due parole sull’etimologia e il significato di questa coloratissima baraonda. Carnevale pare che derivi dal latino carnem levare, togliere la carne, che significava allora un periodo di astinenza e digiuno.

Il simbolismo carnevalesco ha connotazioni dotte e letterarie. In Shakespeare la commedia La dodicesima notte (The Twelfth Night) racconta proprio scambi di ruoli e misconoscimenti, in Inghilterra l’Epifania si chiama Dodicesima notte e si crede che l’ordine del mondo si rovesci, i morti discutano con i vivi, gli animali parlino. Un noto critico letterario, il cui nome è Michajl Bacchin, usa la metafora del Carnevale per evidenziare la straordinaria novità e profondità della narrativa dello scrittore russo Dostojevskij in Delitto e Castigo.

A Carnevale si celebra il caos, il rovesciamento dell’ordine precostituito: il servo diventa padrone, l’alto è basso, il male è bene, il dentro è il fuori…. Questo ribaltamento dell’ordine è fondamentale perché esso, dopo che è stato purificato, possa ristabilirsi rinnovato e durare fino all’anno successivo. Dissolvendo l’immagine nota del mondo, si restaura l’llud tempus, il tempo mitico, l’età dell’oro delle origini. In questo tempo le anime dei morti circolano sulla terra, così si presta loro un corpo, rappresentato dalla maschera.

Il Carnevale annuncia l’arrivo della primavera dopo l’oscurità e l’aridità dell’inverno. La novella stagione porta linfa vitale, nuova vita, fertilità, il Carnevale è dunque un rito di passaggio tra l’Oltre mondo e il mondo della terra. La maschera assume un significato apotropaico, ossia scaramantico, e soprannaturale: allontana gli spiriti maligni. Arlecchino, Pulcinella, sono tutti personaggi degli Inferi saliti sulla terra per ribaltare il mondo conosciuto.

Alla fine, per ristabilire l’ordine purificato, si celebra il funerale del Carnevale, si brucia il fantoccio che rappresenta il Re del Carnevale e tutto torna “normale”, fino all’anno successivo.

In Italia ci sono dei Carnevali grandiosi, come quello di Venezia, Viareggio, si fanno dei dolci speciali, come le chiacchiere, le frittele, le frappe, i tortelli. Le strade diventano un tripudio di colori con i coriandoli e le stelle filanti, per i vicoli si ammirano damine, fatine, i personaggi di Guerre Stellari, o i più classici Zorro.

Nel mondo il Carnevale più famoso è senza dubbio quello di Rio de Janeiro in Brasile, il Carnaval, in lingua portoghese. Nel Regno Unito c’è il famoso Notting Hill Carnival e il Liverpool Braziliza Carnival.

In Russia, dopo l’interruzione del periodo sovietico, si è ripreso a festeggiare il Carnevale, chiamato Maslenica (Масленица). Quest’anno a Mosca la settimana di carnevale comincia il 28 febbraio e finisce il 6 marzo. Il nome deriva da maslo, carne, e ricorda che durante il Carnevale si potevano mangiare solo prodotti caseari e uova, in preparazione alla lunga quaresima. Anche in Russia il Carnevale è una festa mobile, che cade otto settimane prima della Pasqua ortodossa. L’ultima domenica della settimana carnevalesca è chiamata la domenica del perdono, Prošnoe Voskresen’e (Прошное Воскресенье).

Il nome febbraio

Febbraio, tuttavia, non si esaurisce nel Carnevale: come sapete è il mese più corto dell’anno: 28 giorni, oppure 29 nell’anno bisestile. Questo giorno aggiuntivo serve a evitare lo slittamento delle stagioni (ahimè, quando non erano ancora influenzate dal riscaldamento globale!). I Romani aggiungevano il giorno in più dopo il 24 febbraio e si chiamava bis sextus Kalendas Martias, da qui “bisestile”.

rappresentazione di febbraio

La raffifgurazione di febbraio nel Ciclo dei mesi

Il nome “febbraio” deriva dal latino “februareossia purificare, rimediare agli errori. In questo mese si tenevano i riti di purificazione in onore della dea Febris. Il culmine delle celebrazioni era il 14 febbraio. Con l’avvento del Cristianesimo, il nome venne cambiato in Santa Febronia, che infine fu soppiantata da San Valentino, il Santo degli innamorati.

A febbraio si celebra la Candelora, il 2 del mese, che ricorda la presentazione di Maria al tempio quaranta giorni dopo il parto, periodo considerato impuro. Alla Candelora si accendono candele e lumini, simboli di luce e di purificazione.

Febbraio tra i Celti

Nella tradizione celtica, febbraio era dedicato alla dea Brigit, divinità del fuoco, della guarigione e della tradizione. Quando la civiltà era agraria, la vita seguiva il ritmo delle stagioni e febbraio è il mese di riposo, di riparazione o creazione degli attrezzi. Periodo gramo, perché se l’annata non è stata buona, le scorte cominciano a scarseggiare.

Secondo il calendario celtico durante il periodo di febbraio si festeggia il giorno più importante dell’inverno dopo il solstizio, Imbolc che cadeva il 1° febbraio, in posizione mediana tra il solstizio d’inverno e l’equinozio di primavera. Era la festa della vita che si rinnova: la nascita degli agnelli, la luce che ritorna dopo l’inverno, l’energia vitale che comincia a scorrere nella natura e negli individui.

Imbolc è anche la festa fuoco, per questo si accendevano numerosi falò, simboli di luce. Ma il fuoco rappresenta anche la triplice qualità della dea Brigit: il fuoco della poesia, della guarigione e dei fabbri. Figlia del potente dio Dagda, Brigit era anche la personificazione della potenza magica: la poesia, le parole, erano magici, sacri. E io credo che lo siano ancora.

Anche la lavorazione dei metalli era una pratica magica, arte giunta fino al Medioevo e oltre grazie agli alchimisti.

La forza della guarigione è onorata attraverso le molte fonti di Brigit, in Irlanda e nel Regno Unito, che si credono terapeutiche. Oggetti sacri a Brigit sono la coppa, il filatoio e lo specchio. Lo specchio è oggetto di divinazione, di sguardo nell’Altro mondo, il filatoio rappresenta quello che per i Romani era il potere delle tre Parche: filare i nostri destini. Il fiore della dea è il bucaneve, il primo a sbocciare, bianco perché ricorda la purezza. Nel mio romanzo

Insondabile destino

Gwyny, una delle protagoniste, è celtica, e suo padre un grande druido; nella storia appare anche la dea Brigit.

Le raffigurazioni

Di notevole rilevanza artistica e religiosa sono i cicli dei mesi, già noti nell’antica Grecia, dove i mesi venivano personificati, mentre durante il medioevo i mesi si rappresentavano come allegorie. Le raffigurazioni dei mesi mostravano i lavori tipici di ciascun mese, quando la civiltà era ancora contadina. Nel Ciclo dei mesi della cattedrale di Aosta si capisce bene che il Tempo è regolato da Dio, seduto al centro dei dodici mesi. Spesso i mesi erano anche raffigurati con i segni zodiacali, per sottolinearne la sacralità, ma non solo: in epoca contadina, era importante conoscere la levata del sole e della luna, il succedersi di lune piene e lune vecchie, quali pianeti soggiornavano in cielo, per regolare semine e raccolti.

Il ciclo dei mesi nella Cattedrale di Aosta

Il ciclo dei mesi nella Cattedrale di Aosta

 

La costellazione dell'Acquario

La costellazione dell’Acquario

Febbraio è il mese dell’Aquario, dal 21 gennaio al 19 febbraio, un segno d’aria, bisognoso di libertà.

 

Febbraio in letteratura

Tra i grandi scrittori nati in febbraio ricordiamo Charles Dickens, inglese, nato a Portsmouth il 7 febbraio 1812, morto a Higham il 9 giugno 1870. Conferenziere, saggista, scrisse moltissimo. I suoi romanzi più noti sono David Copperfield, Oliver Twist (non perdetevi il film del regista Roman Polanskij), Tempi difficili (Hard Times), La piccola Dorrit (Little Dorrit).

Paul Auster, americano, nato a Newark, il 3 febbraio 1947, scrittore di grande forza narrativa. I temi a lui più cari sono il caso e le coincidenze, un senso di disastro imminente, uno scrittore ossessivo come protagonista perdita della capacità di capire e parlare, perdita di denaro, fallimento, l’assenza del padre, lo scrivere e il raccontare, l’intertestualità. I romanzi Leviatano (Leviathan), La musica del caso (The Music of Chance), Il libro delle illusioni (The Book of Illusions) non si possono proprio perdere.

Boris Pasternark, russo, nato a Mosca il 10 febbraio 1890 (29 gennaio1890 secondo il calendario giuliano) e morto a Peredelkino il 30 maggio 1960. Visse in uno dei periodi più cupi dell’epoca sovietica. Si ricorda a proposito un episodio: nell’aprile 1934 il poeta Osip Mandelštam recitò a Pasternak il suo “Epigramma di Stalin”. Dopo aver ascoltato, Pasternak disse all’amico poeta: “Non l’ho sentito, non me l’hai recitato, perché, sai, ora stanno succedendo cose molto strane e terribili: hanno iniziato a far sparire le persone. Ho paura che i muri abbiano orecchie e forse anche queste panchine qui sul viale possano ascoltare e raccontare storie. Quindi facciamo che non ho sentito nulla».La notte del 14 maggio 1934, Mandelštam fu arrestato e sparì ai vivi. Pasternak ne fu devastato (se desiderate più particolari o le fonti le trovate qui).Il suo Dottor živago, il suo romanzo più importante, non venne pubblicato in URSS, ma su istigazione dell’editore Giangiacomo Feltrinelli fu trafugato in Italia, a Milano e pubblicato nel 1957. L’anno seguente a Pasternak fu conferito il premio Nobel, ma il Partito Comunista dell’URSS gli vietò di andarlo a ritirare.

Il mio febbraio

Dopo tutte queste informazioni, leggende, festività legate a febbraio, arriva il momento di dire cosa significa per me questo mese. Neve, sì, proprio così: a febbraio c’è la Snow Moon (la seconda luna piena, che nel 2022 cade il 16). Essa porta neve, ma è una neve pigra, da focolare, babbucce e plaid sulle ginocchia. Naturalmente anche un buon libro tra le mani. Io sto leggendo The library of Lost and Found e La Casa delle Voci, dalla delicatezza dei libri che legano le generazioni, alla tremenda suspence di Carrisi.  Febbraio è tranquillità, in tutti i campi, a scuola generalmente è il quadrimestre è finito, l’agitazione per l’organizzazione del nuovo anno è più o meno assestata, l’attesa febbrile dei cambiamenti che vorremmo si avverassimo è diventata più una specie di musica di sottofondo, che non la colonna sonora.

La luce che aumenta di giorno in giorno e i rossi tramonti mi fanno sempre più pensare all’imminente primavera, e già, in alcune giornate soleggiate, si sente la vita vibrare, quel nervosismo di chi o cosa non riesce a stare fermo, si intravede qualche timido germoglio e qualche violetta spunta nei prati. A febbraio mi viene voglia di occuparmi di me, sento l’aria frizzante della libertà. Essendo anch’io un segno d’aria, pensando alla libertà mi sento come trasportata a corpo morto sulle onde. Febbraio adora la casa, l’intimità, ma anche il suo opposto: la festa, la musica, il travestimento, che permette di tornare bambini e di far finta di essere chi vogliamo. Forse per questo è un mese particolarmente creativo.

Qui, davanti a me, c’è un poster dei Gulliver’s Travels, di Jonathan Swift: ecco febbraio è partire per l’ignoto e non averne paura, ma voglia di osservarlo e imparare, perché se il mondo per i Lillipuziani è enorme, per i Giganti invece è una nocciolina. Cambiando punto di vista, si modifica anche la percezione delle cose. Possiamo essere a volte abitanti di Lilliput, a volte Giganti, niente lo vieta.

E sull’isola di Laputa vivono scienziati bislacchi che pensano di sostituire l’alfabeto con gli oggetti rappresentati dalle parole! Purtroppo, costoro non si sono persi nella nebbia del tempo, gli scienziati di Laputa sono ancora qui oggi, a riempirci la testa di astrusità, quando invece avremmo solo bisogno di sicurezza, e speranza.

Su Bibliofilia troverete tutte le fonti usate nell’articolo.

 

 

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