La mia storia

Benvenuti nel mondo di Anna Ferrari. Scritrice e insegnante, ciò che la distingue è la sua inesauribile passione per la parola. Allo studio delle forme espressive del linguaggio ha dedicato con gioia la sua vita. Apre uno studio con un’illustratrice e collabora con importanti riviste, intanto porta a termine il percorso accademico, laureandosi con lode in Lingue e Letterature Straniere, con specializzazione in inglese e russo. Dotata di un’acuta curiosità e sensibilità intellettuale, ha una naturale conoscenza dei romanzi dell’Ottocento, dei racconti di E.A. Poe, A. Cechov, K. Mansfield, R. Carver, Flannery O’Connor, Alice Munro. Anna Ferrari si è poi specializzata anche nella cultura e nella mitologia celtica e nordica, nelle fiabe e nelle leggende, è una professionista esperta nel campo dell’insegnamento delle lingue straniere. La sua carriera nel mondo editoriale l’ha portata a collaborare con importanti case editrici, tra cui Mondadori, Le Monnier, Signorelli, Marietti, Garzanti, e ha curato e scritto scritto testi scolastici in italiano e inglese per Zanichelli, ha pubblicato anche il romanzo per ragazzi  La casa nel nocciolo. Anna Ferrari è anche critica letteraria, esperta di analisi testuale, una lettrice per case editrici di prestigio. Il suo romanzo, Insondabile destino, ha ricevuto recensioni entusiastiche. Anna Ferrari ama prendersi cura delle piante e dei suoi animali domestici, è sostenuta nel suo percorso da F e D. Ora è il momento di scoprire i suoi libri, seguire la sua carriera e leggere le sue traduzioni e recensioni. Lasciatevi trasportare dalla magia delle sue parole.

Il mio stile e genere di romanzi

Il genere letterario che sento più affine a me è piuttosto unico nel panorama della letteratura: il fantastico-reale. Una definizione corretta che si differenzia dal realismo magico. Il mio romanzo può essere considerato un classico nel senso più tradizionale del termine, ma al tempo stesso incorpora le influenze della narrativa post-modernista, mescolando generi diversi.

Di solito scrivo in terza persona, utilizzando un narratore non onnisciente che permette ai personaggi di esprimere autonomamente i loro pensieri. Questa tecnica crea un forte legame tra il lettore e i personaggi, tanto che il lettore si immerge così tanto nella realtà della storia che è disposto a fare ricerche per confermare la veridicità di ciò che legge.

Nei miei scritti si può percepire l’influenza dello stile della scrittrice inglese Antonia S. Byatt, che è il mio punto di riferimento, insieme agli americani Paul Auster e Philip Roth. Un famoso bestseller nello stesso genere del mio romanzo Insondabile destino è senza dubbio Possessione: una storia romantica (Possession. A romance), Einaudi 1992, di A.S. Byatt. Dal libro è stato tratto un film di successo con Gwyneth Paltrow nel 2002.

Credo che il messaggio del romanzo sia espresso chiaramente da Gwyny, una grande donna: […] vorrei poterti ricordare come un monito che il destino lo creiamo noi stessi, Faber suae quisque fortunae est, e che la forza degli esseri umani risiede nel fatto che, all’interno di un possibile, probabile e incerto disegno, abbiamo sempre la facoltà di scegliere e governare la nostra esistenza.

Il mio motto
Scrivere sempre, leggere sempre: questi sono i pilastri della mia vita. Nelle parole trovo la mia forza e la mia identità. Mi rafforzo, mi completo, sono in pace e colgo l’abbondanza divina dell’Universo. Scrivere per me è un atto profondamente affettivo, quando racconto parlo a me stessa, e così mi si svela gradualmente chi sono. Il fine ultimo è fare in modo che i ricordi rimangano, perché non si dimentichi, per donare e ricevere l’illusione di eternità. Come disse Shakespeare: I miei versi sfideranno il tempo, pieni di speranza, a celebrare per sempre la tua virtù, nonostante la crudeltà della sua mano che tutto falcidia.

Sento che la narrazione funziona, quando la scrittura scorre fluida, rendendo facile la lettura. Non può essere che una scrittura sincera, onesta, creata in una condizione di unità tra emozione e azione in cui non posso essere altro che me stessa. Riesco a scrivere solo di ciò in cui credo, e vedo con “il terzo occhio”, che è bello in sé. Come dice John Keats: Beauty is truth, truth beauty (Bellezza è verità, verità bellezza). Quando scrivo, non c’è fatica né sforzo, sono esattamente dove voglio essere. Quando creo, sono esattamente dove voglio stare. Quando seguo i miei personaggi, vado esattamente dove voglio andare. Non c’è ostacolo che possa fermarmi. Divento una forza della natura, dando vita a scritti che trasudano la mia anima, mentre la persona reale rimane nell’ombra.

Perché un sito web
Lo scopo di questo sito è far diventare i libri i veri protagonisti della storia. La mia missione in questa vita è far venire alla luce, come madre e come scrittrice l’amore incondizionato per la parola.

Ho avuto la fortuna di sperimentare la sofferenza nella mia vita, e ciò mi ha reso consapevole, forte ed indipendente. Tra tutte le vicissitudini, ce n’è una in particolare che ancora oggi, dopo diversi anni, e nonostante la sofferenza, riemerge sotto forma di sogni, ricordi e visioni. È stato superando la malattia che ho riscoperto parti di me che non si erano ancora manifestate. Lentamente, in modo impercettibile, sono scivolata nella depressione più profonda. È stato un periodo buio in cui ero prigioniera del mondo di fantasmi che avevo costruito intorno a me, fantasmi che mi ossessionavano e trasfiguravano ogni gesto, ogni pensiero. Avevo comportamenti incontrollabili, ero violenta con me stessa e avevo abbandonato ogni interesse, soprattutto la lettura, che era sempre stata la mia salvezza. La risalita è stata molto difficile. Ero sola, prigioniera di quel vuoto interiore e della mia mente ossessionata per diversi anni, durante i quali continuavo a lavorare, a prendermi cura della casa, a fingere di vivere. Poi sono crollata. Inaspettatamente, qualcuno è venuto in mio aiuto e mi ha salvata, non solo, mi ha fatto rinascere. “Rinascita” è la parola che descrive meglio la guarigione da questa pena continua e sottile, sconosciuta a molti, indefinibile se non come tristezza e oscurità. Ripercorrendo nella memoria la mia risalita, mi rendo conto che il dono più grande che questa vita mi ha fatto, attraverso la depressione, è stata la piena consapevolezza di chi io sia veramente.

Il valore dei miei libri
Le recensioni che i miei libri, Insondabile destino, Piccole narrazioni e Un libro per guarire hanno ricevuto sono molto importanti per me. Esaltano la capacità della scrittura di comunicare sentimenti autentici, oltre a raccontare una storia bella e appassionante. C’è quella di Nicole, una mia ex studentessa, così piena di entusiasmo, di domande e che chiede anche un sequel a Insondabile destino. Altri ex studenti hanno scritto commenti molto emozionanti. Sono molto orgogliosa del primo risultato ottenuto con Insondabile destino, scelto da Bookabook Edizioni per la campagna di crowdfunding e poi pubblicato per la prima volta. Tra tutte, una recensione mi è particolarmente cara. È di parte, sì, ma del tutto inaspettata. Mia madre era una grande lettrice e per lei un libro era valido solo se “scorreva” (non ha mai letto Pennac). Ebbene, un giorno dopo aver letto Insondabile destino, mi disse: «Anna, il tuo libro scorre benissimo!». Mia madre non era tipo da complimenti, era introversa e si vergognava dei suoi sentimenti. Questa fu forse la prima volta dopo tanti anni che, a modo suo, mi espresse la sua ammirazione.

Cosa rappresentano per me i miei libri
Un libro è molto più di una semplice raccolta di parole. È un figlio, amato e amato oltre misura. Quando lo rilascio al mondo, provo una leggera fitta nel cuore, un ricordo del legame che condividiamo. È l’espressione più vera di me stessa, una testimonianza della mia crescita, resilienza e passione incrollabile per la scrittura.

Anna, scrittrice
Mi considero una persona speciale perché la vita mi ha donato due talenti, che, come nel caso di Cassandra, non sempre sono una benedizione: una sensibilità straordinaria che mi permette di entrare in contatto con gli strati più profondi dell’essere, non solo nelle persone, ma anche negli animali; che mi fa piangere quando vedo la sofferenza, l’oppressione, la malvagità e la menzogna. Che mi permette di entrare nell’anima delle persone e di sapere cosa pensano. Di solito non sbaglio nel percepire l'”aura”, sia essa positiva o negativa.

L’altro talento, strettamente legato al primo, è la scrittura. Non c’è Anna senza scrittura, e non c’è scrittura se Anna non c’è, cioè non sente la spinta a creare. Talvolta ha paura, perché sente che potrebbe scoprire aspetti che non è ancora pronta ad affrontare, altre volte la penna semplicemente non ha nulla da dire, altre sa scrivere solo di letteratura. Nei confronti della scrittura si sente fondamentalmente un mezzo, non un’attrice. La scrittura in questo caso è anzitutto un atto gratuito, per me stessa, non solo la composizione letteraria, non il riconoscimento sociale e mediatico.

Il tesoro per me più prezioso al mondo è mio figlio; condividiamo un rapporto unico, nonostante non sia stata una madre tradizionale. Lui è lo specchio in cui vedo i miei pregi, ma soprattutto i miei difetti. È irremovibile come la coscienza. È il lettore beta che tutti vorrebbero.

Il mio cane Hazel e la gatta Tilly sono presenze costanti nella vita quotidiana, hanno sempre spazio nel mio mondo e, in un certo senso, mi spingono verso il reame della creazione artistica. La mia vita è straordinariamente piena e condivido questa ricchezza con mio marito, il mio compagno di viaggio.

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